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Gli Agrumi: Prodotto Tipico Della Costa Dei Trabocchi

Gli agrumi: prodotto tipico della costa dei trabocchi

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State cercando le 10 cose da fare sulla costa dei trabocchi o le 5 cose da vedere sul mare in Abruzzo?

Se siete in vacanza sulla costa dei trabocchi o per un weekend al mare in Abruzzo ecco il mio consiglio.

Una speciale esperienza che ha i risvolti della scoperta, della natura, del gusto e delle persone.

Un fuori pista nell’intimità di un territorio  e che magari per qualche ora, sopratutto in estate, vi porterà lontano dal turismo di massa.

Ecco a voi 1 dei prodotti da mangiare e acquistare sul mare : gli agrumi della costa dei trabocchi

Sbucciati, addentati, spremuti, con chicchi e senza chicchi, estratti, frullati o trasformati in marmellate.

Se qualcuno vi chiede “ Signo, Vulet assaggià nu Purtigall?”

Siete nel posto giusto 

Un travel tips  che da voce ad un prodotto salutare e genuino e che renderà la vostra esperienza interessante quando la sera racconterete la vostra scoperta a qualcuno o a voi stessi 😅

Gli agrumi della costa dei trabocchi

Eh Si!!!! Una zona arancione in Abruzzo c’è ancora.

Siamo sulla costa dei trabocchi tra San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Fossacesia.

E’ Novembre e sui social risplendono ancora le foto stupende di un Abruzzo in autunno, tra boschi, sentieri, raccolte di castagne, marmellate d’uva e fiumi di olio.

👉 Leggi anche il 12 idee autunnali con i bambini in Abruzzo

Ma c’è un luogo, dove sembra non arrivare mai l’inverno, dove i costoni verdi e boscosi si affacciano sul mare a contemplare i trabocchi così tanto amati negli ultimi anni.

Una pista ciclopedonale di circa 45 km attraversa i borghi e gli scorci più suggestivi della zona, da Francavilla a Vasto.

Sono in molti a pedalare e camminare con la testa rivolta verso l’infinito blu del mare.

Ma vi siete mai girati nella parte opposta del mare??

Sono qui che crescono i miglior agrumi dell’Abruzzo.

Gli agrumi della costa dei trabocchi: vuoi un Purtigallo?

“Vuoi un Purtigallo?” – mi chiedeva sempre Tommaso my love.

E nonostante io fossi dello stesso paese chiedevo “Cheeee…..??? .

Ebbene, pare che io fossi l’unica a non sapere che le arance sulla costa dei trabocchi si chiamassero Purtigall – leggetelo pure come è scritto, perché così si dice, poi magari l’ho scritto male.

Purtigall , in onore dei portoghesi, i quali pare, furono coloro che hanno importato le arance in Europa.

Non tutti sanno che tra l’800 e il 900 gli agrumi della costa dei trabocchi, nel lembo di terra marittima tra Ortona e Fossacesia, rappresentassero frutti pregiatissimi e richiestissimi.
Rappresentò per anni ed anni, un’ attività ricca e fiorente per la zona.
Ettari  di giardini di agrumi affacciati sul mare e benestanti”giardinieri” dediti alla produzione di questi frutti tanto richiesti in Nord Europa e Nord America.
Carichi di agrumi partivano dalla stazione di San Vito Chietino per soddisfare le richieste dei clienti esteri e tutta un’altra parte della produzione  finiva, invece, nei frequentatissimi mercati della vicina Lanciano.
E’ il cetrangolo, l’arancia autoctona e selvaggia della zona.
Dal sapore più che acidulo ma che trasformato da vita ad ottime marmellate.
La sua buccia grattugiata è protagonista dei dolci di casa, può essere trasformata in canditi, o utilizzata per aromatizzare liquori e soprattutto insaporire le salsicce di fegato tanto amante da noi abruzzesi.

Oggi la produzione degli agrumi è pressoché casalinga, ma sapete che vi dico, questo rende il tutto ancora più affascinante a livello turistico.

Se siete sulla costa dei trabocchi, tra le tante cose da fare, vedere e mangiare vi consigliamo una passeggiata nella parte più interna della pista ciclopedonale e magari l’acquisto direttamente dai piccoli banchi sulla statale in località Rocca San Giovanni.

La raccolta degli agrumi sulla costa dei trabocchi: la nostra esperienza

“Domani se non piove andiamo a raccogliere  gli agrumi da Nonno”

comunica Tommaso a  me e alla piccola Mei.

Ero entusiasta, perché una delle cose che amo di più è raccogliere i frutti dall’albero.

La raccolta avviene manualmente, inizia nel periodo invernale, da Novembre e Dicembre e si protrae per tutto l’anno.

Bene il giorno dopo,  un sabato mattina, vesto Mei da mandarino e me da arbusto 👇 ( come vedete nel post di Facebook)

Un manto di quadrifogli erano il tappeto perfetto per una piccola stesa di alberi in pendenza di Nonno Claudio.

Tommaso mi da un paio di forbici e un cestino di vimini e mi spiega il procedimento.

La raccolta del mandarino avviene per sfoltimento. 

Vuol dire che il ramo presenta più mandarini insieme, tipo a grappolo, e un buon lavorino si fa tagliando  solo il mandarino più maturo, quello che ha il colore più arancione.

Dobbiamo tagliarlo lasciando un pochino di picciolo e almeno una foglia.

Allora io come una svizzera mi sono messa all’opera cercando di tagliare il giusto mandarino con la giusta fogliolina.

Orgogliosamente ad ogni mandarino tagliato, mostravo a Tommaso il mandarino a regola d’arte, distraendolo dal suo lavoro.

Per me è stata una esperienza fantastica!!! Forse per lui un pò meno 😅

Andavo in giro ad analizzare mandarino per mandarino e non mi sembravano ancora maturi, pertanto abbiamo raccolto una cassetta nel rispetto dei tempi dei frutti e abbiamo stabilito che avevamo raccolto il raccoglibile.

Ma nel riporre gli arnesi, vedevo mandarini maturi ovunque 😟, come è possibile.

Si chiama la Sindrome del Mandarino

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