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Sciosci Di San Vito Chietino: La Ricetta Di Nonna Teresa

Sciosci di San Vito Chietino: la ricetta di Nonna Teresa

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I sciosci sono uno dei dolci tipici abruzzesi che si preparano nelle feste natalizie.

Oggi amici vi presento la ricetta ed il procedimento degli sciosci,  un dolce tipico abruzzese che viene preparato per tutto il periodo delle feste natalizie in Abruzzo.

La ricetta è di Nonna Teresa, ovvero mia mamma e come ogni buona abruzzese che si rispetti, alcuni ingredienti vanno dosati ad occhio, ma io ho tentato di riportarvi ogni singolo passaggio comprensivi di segreti e consigli furbi.

Prima cosa, qui non si capisce se si dice gli sciosci o i sciosci.

E’ un dolce sfiziosissimo, gustoso, croccante e soprattutto fritto che deve essere mangiato con delle accortezze.

Prende diversi nomi, in moltissimi luoghi abruzzesi vengono chiamati Crispelle, come ci ha insegnato la nostra amica Mariella, per via del suono onomatopeico che ricorda il “Crunch” quando si morde questo dolce.

A Castelfrentano mi dicono che si chiamano crustole o crespelle, a Pollutri le Scrippelle, qualcuno mi ha detto anche Torcinelli nel pescarese.

A San Vito Chetino sulla costa dei trabocchi e solo a San Vito Chietino, questo dolce prende il nome di Scioscio e non so dirvi perchè, ma mi fa molto ridere, perchè quando mi sento un pò appesantita dal cibo, tendo a dire “Mi sento un scioscio” 😅.

Sciosci: la ricetta di Nonna Teresa

Attenzione se cercate su internet ho scoperto che in molte ricette degli sciosci o crespelle non mettono un ingrediente fondamentale, ovvero le patate.

Gli sciosci sono con le patate

A tutela delle ricette tradizionali abruzzesi, molti ingredienti sono a occhio o  ” Quanto sene prende” , così dicono le nonne.

Ingredienti Impasto

  • 700 gr di farina ( metà 00 e metà 0)
  • 400 gr di patate bollite
  • Uvetta ( prendete un sacchetto e poi vi regolate a vostro gusto)
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • Rhum/liquori ( anche questo a piacere, il consiglio per questo quantitativo di farina è una tazzina da caffè)
  • Scorza di Arancia non trattata
  • Mosto Cotto ( anche questo a piacere, provate con mezza tazzina)
  • NO ZUCCHERO nell’impasto

Per la guarnizione

Zucchero e Cannella ( Qb)

Per la Frittura

1 lt di Olio di Arachidi

Fase 1. Procedimento per l’impasto degli Sciosci

In un contenitore alto, mettete la farina e aggiungete le patate bollite precedentemente passate al passaverdure.

Aggiungete il lievito di birra, precedentemente sciolto in un mezzo bicchiere di acqua tiepida, scorza di arancia, rum, mosto cotto e uvetta.

Impastate e lasciate il composto nel contenitore

Non vi aspettate di veder un impasto come quello della pizza, del pane o di altri dolci, ovvero la classica forma a palla, l‘impasto degli Sciosci è molto lento.

Se l’impasto al tatto risulta troppo duro è necessario aggiungere dei liquidi, o l’acqua – perché magari era poca quella del lievito- oppure liquori e mosto cotto se pensate che ne avete messo meno.

I consigli furbi di Nonna Teresa
1- Le patate non le passate con attrezzi elettrici altrimenti rischiano di diventare colla.

2- L’uvetta va precedentemente messa in ammollo per circa 1 ora e strizzata prima di metterla nell’impasto. E’ importante mettere l’uvetta in questa fase e non dopo la lievitazione

Per non sprecare
L’uvetta inoltre va messa a piacimento, se avanza, potete metterla in un contenitore di vetro chiuso e riporla in congelatore per altri sciosci, naturalmente per un nuovo impasto l’uvetta non va messa congelata ma fatta rigenerare in un poco di acqua tiepida.

Fase 2. Lievitazione dell’impasto

Per la lievitazione non dimenticate di coprire il contenitore con pellicola e il classico canovaccio di stoffa.

Il tempo di lievitazione, dipenderà anche dalla temperatura del luogo in cui lo avete messo, sappiate però che ci vorranno almeno 3 ore.

Andrete a controllarlo di tanto in tanto, quando l’impasto è almeno e dico almeno duplicato potete procedere alla frittura.

Fase 3. Frittura degli Sciosci

Organizzate il vostro banco da lavoro, con un piatto di acqua qualsiasi, anche del rubinetto, una pentola per friggere un pò alta, un contenitore per scolare gli sciosci e della carta per assorbire l’olio di frittura in eccesso.

I consigli furbi di Nonna Teresa
1- Scegliete per friggere olio di arachidi, gli sciosci in frittura assorbono meno olio

2- Per scolare dopo la frittura meglio utilizzare uno scolapasta di acciaio perché gli sciosci rimangono più croccanti

Per friggere bagnate le mani nel piattino dell’acqua ,prendete un pò di impasto degli sciosci nel contenitore di lievitazione e date una  forma allungata con le mani e mettete a friggere.

Quando sono dorati, potete toglierli dall’olio, metteteli a scolare e poi sul panno ad asciugare.

L’ultimo passaggio, quando il scioscio è ancora caldo passatelo nel trito di cannella e zucchero.

I consigli furbi di Nonna Teresa
1- Lo zucchero e la cannella vanno tritati insieme

2- Se usate la cannella in bacchetti, mi raccomando tritate finemente

Alcune cose da sapere

Gli sciosci si mangiano caldi, quindi se avete intenzione di regalarli a qualcuno cercate di cucinarli poco prima di consegnarli.

Normalmete chi li prepara in casa, li vede sparire in tempo record, perchè vi assicuro che sono davvero qualcosa di incredibile, però quando avanzano è possibile scaldarli nel forno, nel microonde o addirittura sulla gratella.

Le varianti degli Sciosci

Non a tutti piace l’uvetta, per questo motivo potete farli anche senza uvetta oppure addirittura salati, tipicamente con prosciutto e acciughe, ma poi in fondo ognuno ci mette quello che vuole.

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